villa comunale

localizzazione
Sciacca, piazza S. Friscia
cronologia
1880
autore
Francesco Guarino
proprietà
Comune di Sciacca
uso attuale
giardino pubblico
dimensioni
10450 mq
stato di conservazione
mediocre
data del rilevamento
giugno 2006
rilevatori
Valeria Costantino, Giuseppe Messana
quadrivio centrale
ortofoto
Progettata, con firma autografa, da Francesco Guarino nel 1880 (alcuni la attribuiscono a Vincenzo Guarino autore - tra l'altro - di apparati effimeri per le feste della Madonna del Soccorso), la villa comunale di Sciacca fu impiantata subito fuori il perimetro delle fortificazioni in corrispondenza della Porta Bagni (così denominata dal torrente Bagni e già demolita nel 1865), dove si trovava anche l'antico cimitero del convento di San Francesco d'Assisi. Fu ampliata intorno agli anni Trenta del Novecento attraverso un terrapieno, con l'aggiunta di filari di Phoenix canariensis e una terrazza-belvedere. Negli anni Cinquanta dello stesso secolo, l'allargamento della via Agatocle, che collega la città con un ampio complesso termale, produsse una diminuzione della superficie del giardino.
Sciacca, che si estende sul crinale di una collina, ha una conformazione tale da offrire il 'retro' al mare e da distinguersi nettamente dal borgo dei pescatori il quale, invece, è tutto orientato sul porto. Sicché il giardino, con la piazza Scandagliato, è uno dei pochi luoghi pubblici della città a instaurare un rapporto diretto (sebbene solo visivo) con il mare.
La villa, come di consueto, sta a mediare il passaggio dalla città fortificata all'espansione extramuraria, anche se non ha completamente risolto i problemi derivati dall'innesto tra la vecchia e la nuova giacitura del tessuto urbano. La pianta, inoltre, sembra indicare una centralità che non è poi supportata da una distribuzione coerente della flora e, in particolare, degli alberi di alto fusto.
Tuttavia, l'interesse dell'impianto deriva proprio dall'addizione novecentesca della terrazza-belvedere che ha accentuato l'asse traverso - dall'ingresso, su piazza Friscia, al bordo esterno - e che ha, di fatto, trasformato il giardino originario in una straordinaria e complessa 'soglia' tra città e mare.
planimetria
il viale delle palme negli anni '50
immagine della vasca d'acqua
toponomastica: 1 Piazza Saverio Friscia; 2 Via Figulu; 3 Viale della vittoria; 4 via Giuseppe Licata; 5 Via Agatocle; 6- Via Madunnuzza.
quadrivio centrale
La villa, di circa 10.450 mq, è delimitata da una alberatura perimetrale di Ficus microcarpa sul fronte principale. Entrando dall'ingresso di piazza S. Friscia, ci percorre un viale che conduce a un piazzale circolare al centro del giardino e alla passeggiata con la vista del mare. Dal piazzale circolare si dipartono i due assi del giardino che dividono le quattro aiuole semicircolari, dove si trovano: un elemento centrale costituito da esemplari di Araucaria heterophylla e altri esemplari di Washingtonia filifera, Chamaerops humilis, Cycas revoluta, Livistona chinensis e Nolina recurvata. Alla stessa simmetria rispondono le quattro aiuole poste nella parte centrale dei fronti settentrionale e meridionale: a Nord si trova la sopraccitata alberata di Ficus microcarpa, mentre a Sud si riscontra la presenza di Washingtonia filifera, Cortaderia selloana e Opuntia tomentosa. L'asse longitudinale del giardino è orientato secondo la direzione Est-Ovest e conduce a due aiuole di forma oblunga, dove due statue in marmo accompagnano due esemplari arborei: una Phoenix dactylifera e una Araucaria heterophylla.
Le aiuole sono delimitate da una bordura quanto mai varia, frutto dell'abbandono e del decadimento della originaria siepe in Buxus sexmpervirens, talvolta presente con elementi vetusti e sofferenti. Al loro interno si possono riscontrare diverse specie, naturalizzatesi, come il Celtis australis. Altri tratti di bordura sono invece stati interamente sostituiti da siepi di Pittosporum tobira e di Ruscus hypohyllum.
Gli altri spazi del giardino, riferibili all'allargamento realizzato alla fine degli anni Trenta con terra di riporto e con la costruzione di un alto muraglione, sono divisi dalla parte più antica da un lungo filare di palme, costituito principalmente da Phoenix canariensis.
Le piante censite nel giardino appartengono a 65 taxa, rappresentativi di 54 generi distribuiti in 38 famiglie e rispecchiano, in parte, le entità presenti all'epoca dell'impianto. Il numero maggiore di specie è rappresentato dalla famiglia delle Arecaceae che comprende i seguenti taxa: Chamaedorea elegans, Chamaerops humilis, Livistona chinensis, Phoenix canariensis, Phoenix dactylifera, Washingtonia filifera e Washingtonia robusta. Altre famiglie ben rappresentate sono le Agavaceae e le Oleaceae.
La specie più rappresentativa per numero e dimensioni degli esemplari è Phoenix canariensis, distribuiti quasi tutti nell'ampliamento; segue il Ficus microcarpa rappresentato da individui in gran parte annosi, posti principalmente sul bordo settentrionale. Importante la presenza di esemplari di palme quali Washingtonia filifera e Chamaerops humilis oltre a splendidi esemplari di Pinus halepensis. In tutto il giardino si trovano quattro esemplari di Araucaria heterophylla, le piante più alte del giardino di oltre 30 metri, seguite per dimensioni da un individuo di Casuarina torulosa, posto al margine nordorientale dell'area. Tra le piante più particolari, per dimensioni e rarità, si evidenzia la presenza di un individuo della specie Murraya exotica che, esposto ai venti meridionali, presenta danni a carico della chioma. Nella vasca sono presenti un individuo di Colocasia esculenta, uno di Cyperus papyrus e un altro di Musa paradisiaca.
In generale il giardino appare discretamente conservato, ma diversi esemplari mostrano segni di sofferenza, soprattutto il filare di Ficus che presenta chiome troppo fitte a causa del sesto d'impianto troppo stretto e della mancanza di potature di contenimento. La mancanza di una gestione efficace si evidenzia maggiormente nelle siepi che circondano le aiuole; queste sono costituite, in genere, da specie diverse distribuite in tratti omogenei e, talvolta, da un groviglio di specie per lo più naturalizzate, comprendenti anche individui a portamento arboreo e infestanti erbacee e lianose.
veduta del giardino, Ficus macrophylla subsp. columnaris.
veduta del viale delle Phoenix canariensis
Phoenix dactylifera
Pinus halepensis
Washingtonia flifera
Il disegno definitivo dell'impianto (preceduto da due diverse soluzioni del 9 dicembre 1879 e del 12 dicembre 1879) riporta la firma autografa di Francesco Guarino e la data "Sciacca 5 gennaio 1880".
Il fronte principale con i tre cancelli d'ingresso è rivolto verso la piazza S. Friscia (dalla quale prende avvio la annuale sfilata dei carri allegorici per il carnevale) che insieme alla via Figuli costituisce il prolungamento della principale dorsale urbana e sulla quale sfocia il corso Vittorio Emanuele con il palazzo Tagliavia San Giacomo.
Dalla villa, attraverso la via Agatocle, si raggiungono il piano Cammordino - che oggi ospita il giardino delle terme e il teatro progettato da Giuseppe Samonà - e il complesso dello Stabilimento delle Nuove Terme, progettato da A. Lo Bianco nel 1926. Dello stesso anno è il progetto, mai realizzato, per la sistemazione dell'area del piano Cammordino a quartiere-giardino.
L'impianto originario riprende lo schema del parterre, rispettandone la tradizione anche per quanto riguarda la previsione delle alberature: all'interno di un perimetro rettangolare ripartito da due viali perpendicolari assiali (che ne costituiscono le principali percorrenze) e da due viali diagonali secondari si imposta un viale circolare con filare di alberi che ritaglia un "pezzo di centro" ad aiuole a settore circolare e con un ampio piazzale.
I richiami al modello della Villa Giulia di Palermo (parterre pubblico per eccellenza realizzato nel 1777), riscontrabili nell'ideazione dell'impianto, si combinano con le riprese (forse affidate a una continuità artigiana) di prototipi e repertori formali collegati al tema, come nel caso dei cancelli d'ingresso in metallo, con disegno ad archi e frecce esemplato con semplificata geometria, insieme a quello della recinzione non più esistente (asportata nel 1942 e donata allo stato), su quanto G.B.F. Basile aveva ideato per il Giardino Garibaldi di Palermo (1863).
La regolarità dell'impianto viene più tardi modificata a favore di un repertorio informale che vede la trasformazione dei viali secondari e di quello trasversale, nelle porzioni esterne al "pezzo di centro", in percorsi sinuosi; viene anche realizzato un laghetto con bordi mistilinei con un piccolo riparo a rocailles per i cigni.
Il patrimonio floristico risulta modificato nel corso degli anni come dimostrano le introduzioni di grandi alberi ad alto fusto come i Ficus di varie specie, le piante grasse, le diverse piante utilizzate per le siepi di delimitazione delle aiuole e come documenta la Araucaria heterophylla piantata dopo il 1931 (in memoria di Arnaldo Mussolini, direttore del quotidiano "Il Popolo d’Italia").
Nel corso degli anni, si erigono diversi monumenti commemorativi con busti in bronzo o in marmo di personaggi illustri della storia locale, fra i quali figurano i busti in bronzo di Saverio Friscia e Domenico D'Agostino, entrambi eseguiti da G. Cusumano, quelli di Giuseppe Licata, eseguito da V. Bentivegna, e di Mario Ciaccio, eseguito da G. Pirrone, e il Monumento ai Caduti di A. Puccio.

Bibliografia
I. Scaturro, Storia della città di Sciacca, Sciacca 1919.
"Kronion", IV, 1952 e V, 1954 (intere annate).
S. Cantone, Sciacca e i suoi monumenti, Sciacca 1974.
P. A. Piazza, Atlante di storia dell'urbanistica siciliana. Sciacca, S. F. Flaccovio Editore, Palermo 1983.
S. Cantone, Sciacca Terme, Palermo 1988.
G. Di Leo, Sciacca, 1873-1974: regolamenti edilizi ed abusivismo, tesi di laurea, rel. M. T. Marsala, Facoltà di Architettura, Università degli Studi di Palermo, A.A. 1993-1994.
F. Chiappisi, Sciacca una volta, Edizioni Storiche Saccensi, s.l. 1994.
immagine del quadrivio centrale (anni 50)
 
immagine della piazza S. Friscia
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